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mercoledì, 27 Ottobre 2021

Come sta cambiando l’agricoltura? Viaggio nelle innovazioni varietali del CREA

Della stessa Rubrica

Parte con questo numero Uno sguardo al futuro, la rubrica dedicata a spiegare in modo semplice e chiaro l’agricoltura che verrà: come sta cambiando, evolvendo e ristrutturandosi e, contemporaneamente, sforzandosi di rispondere con soluzioni innovative e tecnologiche alle sfide del Millennio, dai cambiamenti climatici all’intensificazione sostenibile delle produzioni, alla tutela delle risorse naturali fino all’obiettivo Fame Zero.

Iniziamo con un articolo dedicato all’innovazione varietale, cercando di chiarire in cosa consista, cosa sia il miglioramento genetico e come anche quello classico sia indirizzato a creare genotipi resistenti e tolleranti alle patologie, con epoche di maturazione precise e resilienti verso i cambiamenti climatici. Ma entriamo nel vivo.

Cosa si intende per innovazione varietale?

E’la selezione di nuove varietà, in grado di fornire produzioni di alta qualità, dall’elevato apporto in nutrienti, che siano al contempo a ridotto impatto ambientale e a basso fabbisogno energetico, e che rispondano alle esigenze di consumatori sempre più eco-consapevoli.

Perché è un’attività così rilevante? Fino a che punto è in grado di rispondere alle sfide del futuro?

Il contributo che la ricerca può offrire, in tal senso, è fondamentale per aprire nuove ed interessanti opportunità di sviluppo del nostro agroalimentare. È proprio in questa direzione che si muove e si sta muovendo il CREA, sia valorizzando la biodiversità agraria, di cui il nostro Paese è ricchissimo, sia migliorandone la qualità nutrizionale e salutistica. Favorendo, quindi, una filiera del prodotto che sia di qualità superiore, innovativa e competitiva ed in grado anche di soddisfare le richieste di un consumatore sempre più esigente. Si tratta indubbiamente, di conseguenza, di un’attività rilevante, che viene sviluppata e implementata con l’impiego sia delle tecniche tradizionali di miglioramento genetico, sia delle nuove biotecnologie, perché il miglioramento genetico vegetale costituisce innegabilmente una delle frontiere della ricerca applicata, in grado di aumentare realmente competitività, efficienza produttiva e sostenibilità dell’intero sistema agricolo.

Oggi parliamo di nuove varietà di frutta e olivi: cosa sta facendo il CREA?

Con il suo centro di Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, sta sviluppando nuove tipologie di frutti dalle benefiche proprietà nutrizionali e salutistiche o in grado di resistere agli stress biotici e abiotici.

Un esempio del lavoro che stiamo svolgendo è dato dallo sviluppo di nuove tipologie di pere, che si distinguano sul mercato e che, contemporaneamente, lo innovino. A buccia rossa di colore brillante o a polpa rossa croccante e succosa: le nuove tipologie di pere migliorate e arricchite vengono incontro alla crescente domanda non solo di una diversa qualità estetica, ma anche di un aumentato contenuto di antiossidanti e, conseguentemente, di maggiore attività antinfiammatoria. Nate con l’intento assecondare le richieste del consumatore, sempre più attratto dai frutti di colore rosso, le nuove varietà di pere a buccia rossa ricoprono inoltre, tutto il calendario di maturazione del pero, dal periodo estivo a quello autunno-vernino. Nel 2012 è stata diffusa la varietà a buccia rossa, Falstaff, che ha vinto l’Oscar MacFrut 2012 come novità che punta alla qualità. Ma non solo.

Da questo punto di vista, il CREA è all’avanguardia anche per la produzione di nuove tipologie di fragole, per le quale vanta un notevole patrimonio di varietà ottenute addirittura dalla fine degli anni ’70 (più di 40 varietà, alcune con un significativo ruolo nella fragolicoltura anche internazionale). Negli anni ’80 i programmi di miglioramento genetico hanno consentito di mettere a punto alcune varietà (Addie, Cesena e Dana) che, di fatto, hanno completamente rinnovato lo standard produttivo, concentrandosi in prima battuta sulla produttività, sulla resistenza della pianta ai patogeni dell’apparato radicale, sulla consistenza della polpa e sulla resistenza della superficie del frutto (lunga conservabilità), sul colore luminoso e stabile del frutto (freschezza del prodotto). Attualmente i programmi di miglioramento genetico sono incentrati sul carattere della rifiorenza della pianta e dell’aromaticità del frutto. È stata appena diffusa una recente varietà (in sigla: CRAPO 135), che per la prima volta presenta il caratteristico profumo della fragolina di bosco, unendo al peculiare aroma alcuni caratteri agronomici fondamentali (elevata produttività, il frutto di grosse dimensioni di colore rosso brillante e la polpa piuttosto consistente e molto dolce). CRAPO 135 è frutto di un complesso lavoro di successivi “re-incroci”, che ha richiesto oltre un ventennio. Un occhio di riguardo è dedicato, infine, alle nuove varietà di olivo, in grado di risentire meno delle influenze ambientali e degli effetti del cambiamento climatico. Ad esempio, il CREA è impegnato nel coltivare un uliveto a 1200 metri di altitudine nell’areale del Parco della Sila, in grado di adattarsi quindi alla coltivazione ad alta quota, garantendo un olio di qualità altissima, con parametri nutrizionali migliorati proprio dall’alta quota, con caratteristiche sensoriali e salutistico-nutrizionali che lo rendono un prodotto tipico. L’ulivo, infatti, può sopportare temperature invernali che scendono fino ad un massimo di 11° C, anche se alcune varietà sono in grado di resistere anche a -13° -14° C. Fatto questo importante perché le basse temperature favoriscono l’incremento dell’acido oleico, aumentando così il contenuto dei fenoli. Si stanno mettendo a punto, inoltre, varietà resistenti alle malattie causate da agenti patogeni fungini e batterici: è il caso della Puglia, zona infetta da Xylella fastidiosa, dove stiamo programmando di impiantare una ricca collezione di germoplasma olivicolo, che consentirà di selezionare direttamente delle varietà meno suscettibili al batterio e più adatte alla coltivazione in quell’areale, ampliando la scelta varietale e contribuendo ad incrementare la biodiversità olivicola. Infine, sono state inserite nelle liste varietali del MiPAAF con DDG 392 del 9 gennaio 2017 due nuove varietà di olivo a duplice attitudine: ‘Rosso di Sicilia’ e ‘Dolce di Sicilia’, dotate di precocità e attitudine alla trasformazione.

Scopriamo le pere Falstaff
Micaela Conterio. Ufficio Stampa CREA

Giornalista pubblicista dalla comprovata professionalità sia come addetto stampa, con particolare riguardo ai social media (relations, strategy, event e content) e al web, sia come redattrice di articoli presso diverse redazioni di testate giornalistiche nazionali (INEAInforma, L’occhioche.it, Gaianews, Pianeta Terra, Villaggio Globale, Regioni e Ambiente, Autodemolitori). Fotografa e scrittrice per passione.

#lafrase
Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. (Marcel Proust)

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