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lunedì, 29 Novembre 2021

Ritorno al Suolo con il CREA Agricoltura e Ambiente: valore, funzione, rischi, prospettive di ricerca

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Il suolo è una risorsa che non riceve l’attenzione dovuta, la cui importanza per la sopravvivenza umana è decisamente sottovalutata: abusato, coperto e impermeabilizzato dall’edificazione senza limiti, inquinato dalle attività industriali, sovra sfruttato da agricoltura e zootecnia. Le ricerche del CREA sono orientate a promuovere una gestione sostenibile, in grado di aumentare la produzione agroalimentare, favorire la qualità nutrizionale degli alimenti e consentire al suolo di mitigare quel cambiamento climatico i cui effetti sono ormai sotto gli occhi di tutti. Scopriamo insieme Agricoltura e Ambiente

Ce lo abbiamo sotto i piedi e lo maltrattiamo pure. Facendo così, il Suolo diventa sempre più fragile. Continuando a sottovalutarlo, il Suolo sarà incapace di sostenerci ulteriormente. La Scienza – in particolare le discipline scientifiche connesse al progresso dell’Agricoltura – mobilita continuamente il proprio arsenale di competenze per richiamare l’attenzione di tutti sulle conseguenze di un Suolo trascurato. Al grido degli Scienziati l’opinione pubblica si sta allertando e cresce la preoccupazione che non ve ne sia abbastanza per la produzione primaria perché si sta ritirando inesorabilmente da sotto i piedi. I terreni migliori (quelli più fertili in pianura) se ne vanno giorno dopo giorno e quelli che ci restano devono bastare, non solo a produrre (cibo, fibre, legno, foraggi e agro-energia), ma anche a mantenere le filiere agricole (che tanto contribuiscono al PIL dell’Italia) e gli ecosistemi (indispensabili al benessere dell’Uomo e della Natura). 

Il Suolo è il punto di partenza e di arrivo delle ricerche del CREA e, in particolar modo, del CREA Agricoltura e Ambiente (CREA AA).  Le nostre ricerche partono dal paradosso che dobbiamo raggiungere elevati standard (di produzione e qualità) da una superficie agraria che va non solo scarseggiando, ma anche peggiorando in qualità. Il nostro obiettivo è duplice: 1) intensificare in maniera sostenibile la produzione primaria; 2) restituire fertilità al Suolo. 

Questa sfida viene raccontata in questo numero dai ricercatori del CREA Agricoltura e Ambiente attraverso un puzzle ragionato delle attività in corso. Sistemando tutte le tessere apparirà l’immagine di un futuro desiderabile per la nostra Agricoltura, a patto che venga dato il giusto riconoscimento al Suolo e alla ricerca. 

Il Suolo raccontato dai ricercatori CREA AA comincia dalle nuove tecniche cartografiche e pedologiche e poi viene descritto nelle sue caratteristiche fisiche e funzionali. Viene evidenziato il legame tra ambiente, cicli produttivi e tipicità dei prodotti agricoli. Lo studio della microbiologia e l’alleanza con le forme viventi del Suolo indicano le nuove frontiere della fertilizzazione e aprono a prospettive certe di produzione sostenibile.  

Si parla tanto di sostenibilità. Al CREA si fa. Si studia presso le sedi del centro Agricoltura e Ambiente a Firenze, Bologna, Roma e Bari. Le ricerche sul Suolo e sulla sua gestione sostenibile ai fini agricoli si basano su indagini che si conducono a scale diverse: laboratorio, fitotrone (è un ambiente controllato dove si ricreano le condizioni bio-fisiche delle colture), serre, parcelle, aziende, territori. I dati osservati vengono poi generalizzati con l’ausilio dei modelli per approfondire le dinamiche che si instaurano nel tempo e nello spazio tra i sistemi di coltura e il Suolo. Il centro Agricoltura e Ambiente non solo utilizza modelli, ma li mette a punto. Vengono modellizzati i processi legati alla idrologia, fertilità, erosione, bilancio di CO2 e emissioni di gas clima-alteranti: è una altra attività fondamentale del Centro Agricoltura e Ambiente.  

Gli studi forniscono gli indicatori per quantificare la salute e la funzionalità del Suolo agricolo e la sua capacità di produrre nel tempo: non solo pane, ma anche eco-servizi per la collettività. Dobbiamo essere grati a fratello Suolo per l’acqua che immagazzina (salvandoci dalle inondazioni), per la CO2 che sequestra (riducendo il riscaldamento globale), per i gas ad effetto serra che non emette se l’agricoltore possiede le conoscenze aggiornate. Il CREA gliele dà. 

Marcello Mastrorilli, Direttore del CREA Agricoltura e Ambiente

#lafrase
non solo pane, ma tanti eco-servizi produce il Suolo…

  

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