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lunedì, 29 Novembre 2021

Il suolo & la nuova PAC

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La Rete Rurale Nazionale e il CREA Politiche e Bioeconomia per la valorizzazione del suolo come risorsa ambientale, economica e sociale 

La tutela del suolo per favorire la sostenibilità ambientale: è un obiettivo fondamentale in ambito europeo ed è uno dei focus della Rete Rurale Nazionale con il supporto scientifico del CREA Politiche e Bioeconomia, come ci racconta Alessandro Monteleone, coordinatore RRN e primo ricercatore CREA Politiche e Bioeconomia. 

1. Cosa prevede la nuova PAC per il suolo? 

La nuova PAC non prevede nuove misure specifiche per la tutela e la valorizzazione del suolo, che tuttavia è uno degli elementi centrali delle strategie europee dal Green Deal a Farm to Fork. La gestione sostenibile del suolo è un fattore chiave per la transizione ecologica e per la promozione dello sviluppo sostenibile al contempo ambientale, economico e sociale. La PAC punta, quindi, a sensibilizzare e incentivare gli attori del settore e l’opinione pubblica sull’importanza del contributo che l’agricoltura può dare nella difesa dell’ambiente, nella fornitura dei servizi ecosistemici, pur mantenendo il suo fondamentale ruolo produttivo e sociale. Da diversi anni la PAC, attraverso la politica di sviluppo rurale, mette in campo diversi strumenti di finanziamento alle aziende finalizzati a supportare comportamenti virtuosi dal punto di vista ambientale, che possono favorire la gestione sostenibile del suolo come le misure agroambientali, gli investimenti non produttivi, l’agricoltura biologica, la formazione e la consulenza. A queste si aggiungono, nel I pilastro, questi nuovi interventi denominati eco-schemi che possono portare un ulteriore incentivo in questo senso. 

2. Cosa fa la Rete Rurale Nazionale per il suolo?  

La Rete Rurale Nazionale dedica al suolo una pluralità di iniziative diverse, finalizzate a fare “rete”, a favorire lo scambio di informazioni ed esperienze tra tutti i potenziali attori che si occupano di suolo: dalle istituzioni che programmano e gestiscono le politiche fino agli stakeholders economici e sociali e alla ricerca pubblica e privata che se ne occupa, cercando di coniugare le esigenze del mondo produttivo con quelle istituzionali e facendo interagire chi può portare soluzioni sulla sua gestione sostenibile. 

L’azione della Rete ha portato all’elaborazione di diversi documenti e ad un numero speciale della rivista Magazine RRN, ha contribuito alla redazione della versione italiana delle linee guida sulla gestione sostenibile del suolo della FAO e all’organizzazione di eventi e seminari dedicati. Altrettanto importante è il sostegno assicurato al Mipaaf e alle regioni per la definizione di politiche più efficaci. Nella programmazione 2014-2020 la Rete e il CREA Politiche e Bioeconomia hanno dato supporto nell’attuazione delle misure agroambientali, mentre in prospettiva – nella programmazione 2023-2027 – è in corso la collaborazione con il Mipaaf per la stesura del Piano Strategico Nazionale per individuare linee di indirizzo e le misure specifiche, come gli eco-schemi, dedicate anche alla gestione sostenibile del suolo. 

Questa azione ha favorito l’integrazione tra diversi progetti sul suolo in cui il CREA è protagonista, come Soil Lab, JP Soil e Soil4Life, accompagnando le attività con una forte campagna informativa di sensibilizzazione e approfondimento. 

3. Perché oggi le Istituzioni europee hanno questa attenzione sul tema suolo?  

L’attenzione delle istituzioni comunitarie al suolo si è fatta negli ultimi anni via via più importante in quanto è la risorsa essenziale per il settore agricolo. Ed è dal suolo che occorre partire per avviare una gestione sostenibile di un’azienda agricola perché tutelare il suolo è fondamentale sia per il suo mantenimento in quanto tale che per la continuità e l’efficacia del processo produttivo. Quindi, l’attenzione alla conservazione del suolo e alle diverse matrici ambientali, come l’inquinamento da fertilizzanti e da prodotti fitosanitari, diventa sempre più strategica nella visione delle istituzioni europee così come le tematiche connesse al consumo di suolo e alla conservazione della biodiversità.  

4. Cosa cambia per aziende e agricoltori? 

Gli strumenti a disposizione delle aziende agricole per favorire la gestione sostenibile del suolo sono abbastanza consolidati e sono: gli investimenti aziendali, l’agricoltura biologica, le misure agroambientali, la formazione, la consulenza a cui si aggiunge il nuovo strumento del I pilastro, gli eco-schemi.  

Dal punto di vista generale cambia l’approccio, che è tendenzialmente più organico. L’obiettivo di questa nuova programmazione è di agire in un’ottica più strategica e sinergica, facendo interagire gli strumenti di finanziamento pubblico e creando le condizioni per cui un’azienda, oltre ad applicare le misure agroambientali, possa acquistare un macchinario che le consenta di fare agricoltura conservativa oppure di aderire alla misura di formazione che spiega come adottare tecniche di coltivazione sostenibili del suolo e alla consulenza aziendale che accompagna l’agricoltore nell’acquisizione di queste tecniche.

Giulio Viggiani. Giornalista pubblicista e componente dell’Ufficio Stampa CREA.

Svolge attività di branding, media relations, implementazione ed aggiornamento contenuti dell’area stampa del sito CREA, pianificazione eventi, rassegna stampa press e audio-video; news e comunicati stampa su seminari, convegni, eventi, studi e attività scientifiche dell’ente

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