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lunedì, 29 Novembre 2021

Il suolo… quant’è profondo. Intervista a Rosario Napoli sul progetto EJP SOIL

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Rosario Napoli. Ricercatore CREA Agricoltura e Ambiente

Sicurezza alimentare e idrica, produzione agricola sostenibile, contrasto ai cambiamenti climatici, servizi ecosistemici, conservazione della biodiversità e salute e benessere umano: oggi più che mai è finalmente riconosciuto il giusto ruolo di una risorsa essenziale, da cui dipende oltre il 95% della produzione di cibo e, conseguentemente, la vita dell’uomo. Il suolo: un bene fragile e soprattutto non rinnovabile, perché per formare solo 1 cm di suolo fertile sono necessari, infatti, dai 100 ai 1000 anni. Ne parliamo con Rosario Napoli, ricercatore del CREA Agricoltura e Ambiente e responsabile per il CREA del progetto EJP SOIL.

1. Perché un progetto sul suolo? E che cos’ha di particolare?

Il Programma “Towards climate-smart sustainable soil management – EJP-SOIL” è un Programma Congiunto Europeo (European Joint Program) che è stato lanciato nel 2020 e vede la partecipazione di partner provenienti da tutti i Paesi Europei con 26 Beneficiari e 20 Terze Parti connesse, con una dimensione temporale di 5 anni. E’ il programma di interazione scientifica, con focus sulla gestione sostenibile del suolo, più importante e grande che sia mai stato realizzato all’interno dello spazio di ricerca europeo. Ha infatti una dimensione economica importante di 80 Milioni di euro, di cui 40 finanziati e 40 co-finanziati da tutti i partecipanti.

Il Programma fa capo ai Ministeri/Enti di riferimento Nazionali e al MIPAAF per l’Italia, identificati come Referenti del Programma (Program Owners). Di conseguenza la partecipazione tecnico-scientifica è stata affidata per ogni paese europeo ad un “Ente Attuatore” (Program Manager); nel caso dell’Italia è stato identificato nel CREA, in quanto Ente di riferimento per gli studi sul suolo e sulla gestione agro-forestale sostenibile.

Il CREA ha attivato un Gruppo di lavoro articolato in tre Unità Operative, con i Centri Agricoltura e Ambiente (Coordinatore generale e studi tematici su suolo), Politiche e Bioeconomia (trasferimento per Politiche Nazionali e Locali, Comunicazione e Disseminazione) e Viticoltura ed Enologia (per alcuni Aspetti tematici legati a quella filiera). Terze parti annesse sono anche CNR, ISPRA, ENEA, il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università di Palermo, ERSAF Lombardia ed AGRIS Sardegna. Un gruppo di lavoro di 125 Persone, tra Ricercatori, Tecnologi e Tecnici.

2. In cosa consiste?

Il Programma consiste in una serie di azioni mirate a fornire un quadro di conoscenza completa sul suolo a livello Europeo, attraverso una rete di Enti di ricerca ed Università, con attività di tipo operativo, quali:

  • rafforzare l’allineamento della comunità scientifica, l’attuazione/applicazione dei risultati della ricerca sul suolo e l’individuazione dei principali buchi di conoscenza(Knowledge gaps) da approfondire, la formazione e lo sviluppo delle capacità di trasferimento di risultati agli utenti finali;
  • attivare ricadute istituzionali, con coinvolgimento di gestori delle politiche agricole (policy makers) dei vari paesi, sia di privati, quali associazioni di categoria in settore agricolo e aziende;
  • creare un Sistema armonizzato di informazione sul suolo (Sistema Informativo del suolo uguale per tutti i Paesi) ;
  • migliorare i metodi di mappatura e acquisizione dati e indicatori tematici sul suolo (carbonio, degrado del suolo, biodiversità) nonché le reti di monitoraggio esistenti (es. Rete Europea Lucas) delle qualità e funzioni ecosistemiche e relativi servizi del suolo.

Nell’ambito della ricerca scientifica, il programma prevede il lancio di tre anni di progetti di Ricerca attraverso Call Interne ed Esterne, con cui approfondire dei temi ritenuti rilevanti in ambito delle nuove conoscenze sulle opzioni di gestione del suolo sostenibile in funzione del cambiamento climatico. I risultati di questi approfondimenti potranno quindi fornire nuove ed aggiornate basi scientifiche per le politiche di settore.

3. Quali obiettivi si prefigge?

Gli obiettivi di EJP-SOIL sono molteplici e molto ambiziosi. Attraverso sia le attività di allineamento e standardizzazione operative, sia di approfondimento della ricerca, ci si prefigge di raggiungere lo scopo di individuare la gestione agro-forestale sostenibile dei suoli europei, in particolare con azioni di Mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici per Produzione sostenibile, Incremento e regolazione dei Servizi ecosistemici forniti dal suolo e Prevenzione del degrado del suolo.

4. E con quali ricadute per l’agricoltura, per l’ambiente?

le ricadute previste sono molteplici, sia a breve che a medio-lungo termine. Dagli studi scientifici e con utilizzo banche dati armonizzate in tutta Europa sarà possibile indirizzare i gestori delle politiche agricole a introdurre nelle legislazioni sia agricole che ambientali le azioni di mitigazione ed adattamento ai futuri scenari climatici, attraverso nuovi incentivi e/o obblighi per una gestione e produzione sostenibile per il prossimo futuro. Tutto ciò adottando metodi “conservativi e/o agro-ecologici”, con strategie di gestione che preservino sia la risorsa suolo che l’acqua, incrementando le qualità del suolo e i servizi ecosistemici che può fornire.

5. E per gli stakeholders?

I Portatori di interesse (stakeholders) di EJP-SOIL potranno usufruire dei risultati prodotti nei cinque anni di Programma. Intanto, una rete nazionale di riferimento denominata NATIONAL SOIL-HUB, composta da esperti del mondo accademico di ricerca, dei Servizi del Suolo Regionali, delle Associazioni di Categoria in Agricoltura, Enti Certificatori, Aziende Agricole rappresentative dei territori partecipa ed è coinvolta direttamente nel Programma, indicando quali sono i particolari temi relativi alla gestione del suolo di interesse locale e quali necessitano di approfondimento e/o soluzioni migliorative. Questa rete di stakeholders interna dovrà funzionare come “cinghia di trasmissione” per divulgare e rendere attuabili nelle varie realtà agricole nazionali certe modalità di gestione sostenibile.

Un particolare settore di attività è stato riservato all’individuazione di Aziende Agricole con attività sperimentale di lungo termine (Long Term Experiments) in ogni paese partecipante, dove potere accogliere gli Agricoltori per assistere ad attività dimostrative sugli effetti positivi della gestione sostenibile del suolo nei vari casi-studio.

6. Cosa si intende per qualità del suolo? Esiste un metodo o degli indicatori di valutazione? EJP SOIL prevede azioni in questa direzione?

E’ necessario innanzitutto spiegare che si parla sempre al plurale di “qualità del suolo”, nel senso che le varie caratteristiche funzionali di un suolo, che sia agrario o forestale, vengono riconosciute e identificate e generalmente valutate appunto “in funzione” di una serie di specifici usi. Quindi, è possibile valutarle con degli indicatori semplici e/o complessi, a seconda che puntino al singolo carattere (es. contenuto in Carbonio Organico Totale, Azoto Totale, Permeabilità, Densità Apparente, Riserva Idrica Disponibile, etc.) oppure che valutino l’interazione tra di essi, con valutazioni più specifiche. Per esempio, la Capacità depurativa dei suoli (dove si considerano la percentuale di scheletro, la Capacità di Scambio Cationico e la Profondità utile per le radici delle piante), la suscettività all’erosione (considerando l’erodibilità climatica, la posizione topografica, la tessitura e il contenuto di carbonio organico del suolo) e molte altre qualità che vengono per questo chiamate qualità derivate. Gli indicatori possono esprimersi con classi di giudizio qualitative o – dove ci sono misure affidabili sia d laboratorio che di campagna – con valori quantitativi.

Nel Programma EJP-SOIL sono previste una serie di attività di confronto di tutte le metodologie di valutazione e relativi indicatori esistenti utilizzati nei vari paesi europei, per arrivare a proporre degli standard comuni e identificare i metodi più efficaci per stimare le qualità del suolo. Su questi temi sono in corso una serie di call interne già avviate (vedi vari box sottoprogetti) o in avvio nei prossimi anni.

7. Un suolo degradato e la perdita di suolo comportano la riduzione sia di produzione agricola, della fertilità e della capacità di produrre cibo, sia della capacità di immagazzinare carbonio, rilasciato nell’atmosfera sotto forma di CO2, contribuendo ad amplificare minacce globali come il cambiamento climatico. Cosa si prefigge EJP SOIL?

Esistono già nel Programma EJP-SOIL delle attività di approfondimento scientifico che intendono dare risposta a queste minacce alle qualità del suolo, attraverso i progetti specifici già lanciati sule strategie gestionali più efficaci nello stoccaggio di carbonio, riducendo le emissioni di gas serra indotte da usi agricoli quali Anidride Carbonica, Protossido d’azoto e Metano (SOMMIT), l’identificazione e mappatura delle potenzialità realistiche di sequestro di carbonio nel suolo in dipendenza dei vari climi e tipi di utilizzo (CARBOSEQ) e ai fenomeni di perdita di suolo e trasporto dei sedimenti a causa di erosione in aree agricole (SCALE). Tutti questi progetti saranno oggetto di casi-studio, rappresentativi di tutte le principali realtà pedoclimatiche europee, in modo da fornire risposte applicabili in ogni Nazione e contesto locale.

Il progetto i-SoMPE

Ha lo scopo di documentare le pratiche agricole innovative utilizzate nei diversi Stati, il progetto SIREN raccoglie informazioni riguardo gli indicatori che valutano la qualità dei suoli ed i servizi ecosistemici, mentre il progetto CLIMASOMA studia le strategie di ricerca che collegano la gestione agricola, la qualità del suolo e l’adattamento climatico. 
Tutti e tre i progetti utilizzano un approccio di raccolta dati, che spazia dalla letteratura scientifica, tecnica, normativa all’identificazione delle lacune di conoscenze a livello europeo, per migliorare i servizi ecosistemici e aumentare la sostenibilità dei sistemi agricoli contro la degradazione dei suoli, nell’ambito dei cambiamenti climatici. 
Ricadute: Saranno fornite informazioni tecniche-scientifiche, mappe tematiche, linee guida specifiche per guidare ed aiutare i responsabili politici in una gestione sostenibile del territorio, finalizzata a mitigare i cambiamenti climatici.

Link a sito EJP-SOIL: 
https://ejpsoil.eu/soil-research/i-sompe/  
https://ejpsoil.eu/soil-research/climasoma/ 
https://ejpsoil.eu/soil-research/siren/  
A cura di Claudia Di Bene (ricercatrice CREA Agricoltura e Ambiente) Responsabile CREA “Innovative Soil Management Practices across Europe – I-SoMPE” e “CLIMAte change adaptation through SOil and crop MAnagement: synthesis and ways forward – CLIMASOMA”; e di Silvia Vanino ((ricercatrice CREA-Agricoltura e Ambiente) Responsabile CREA “Stocktaking for Agricultural Soil Quality and Ecosystem Services Indicators and their Reference Values – SIREN

Progetto “Soil organic carbon sequestration potential of agricultural soils in Europe – CARBOSEQ

I suoli svolgono un ruolo importante nel ciclo globale del carbonio (C), con uno stock di C tre volte superiore a quello della biomassa della vegetazione e il doppio dello stock di C nell’atmosfera. Infatti, hanno ancora una grande capacità di “sequestrare” la CO2 atmosferica sottoforma di composti organici nel suolo. Anche piccoli aumenti nella quantità di C nel suolo possono avere impatti significativi sulla riduzione di CO2 atmosferica e sui cambiamenti climatici.
Tuttavia, i suoli in Europa sono molto vari e hanno capacità diverse di sequestrare il C.
E non è del tutto chiaro quali siano i potenziali realistici e i limiti di sequestrare altro C aggiuntivo nel suolo, per mitigare il cambiamento climatico,.
Quindi l’obiettivo del CarboSeq è di passare dal potenziale fisico-chimico teorico di accumulo del C ad una quantificazione della capacità dei diversi suoli agricoli europei, utilizzando metodologie condivise e armonizzate. In questo modo, per ciascun Stato Membro e per ciascun suolo, al suo interno, si potrà stimare il suo potenziale di sequestro, tenuto conto anche delle condizioni socioeconomiche e tecnologie o pratiche già dimostrate o stabilite nella pratica.

Link a sito EJP-SOIL: https://ejpsoil.eu/soil-research/carboseq/
A cura di Roberta Farina ( ricercatrice CREA-Agricoltura e Ambiente), Responsabile CREA

Progetto SCALE

È costituito da un consorzio di 13 istituti di ricerca di 9 paesi dell’UE, che mira a migliorare la gestione della connettività dei sedimenti trasportati dall’erosione superficiale in diversi paesaggi agricoli.  
Comprende: 
l’attuale stato dell’arte dei principi di connettività nella modellizzazione  
l’armonizzazione dei set di dati, l’armonizzazione dei metodi di up e downscaling la valutazione delle misure e della connettività in loco e fuori sito sviluppo di quadri con misure di mitigazione e migliori pratiche di gestione per le parti interessate e la comunicazione dell’output del progetto.  
SCALE migliorerà in modo significativo l’armonizzazione dei set di dati, l’osservazione e le tecniche di modellazione nella ricerca sulla connettività e colmerà il divario tra le diverse scale spaziali e amministrative. 
L’obiettivo è quello di fornire dei metodi/modelli per prevedere l’erosione-trasporto e la deposizione del suolo all’interno delle varie aree agricole e anche le metodologie di gestione a scala aziendale che possono mitigare l’erosione del suolo.

Link a sito EJP-SOIL: https://ejpsoil.eu/soil-research/scale/ 
A cura di Rosario Napoli (ricercatore CREA-AA)  Coordinatore e Responsabile CREA

Progetto “SUstainable Management of soil Organic Matter to MItigate Trade-offs between C sequestration and nitrous oxide, methane and nitrate losses – ∑OMMIT

Il progetto SOMMIT parte da una visione integrata del sistema complesso suolo-pianta-atmosfera per valutare l’impatto delle strategie gestionali dei sistemi agricoli europei sul potenziale di mitigazione dei cambiamenti climatici.  
Sappiamo che l’aggiunta di composti organici migliora la qualità del suolo, la sua fertilità e la capacità di stoccaggio del Carbonio nel lungo termine, sottraendo CO2 dall’atmosfera. Allo stesso tempo, gli apporti di sostanza organica possono aumentare le emissioni di gas ad effetto serra, in particolare di protossido di azoto, che è un gas particolarmente potente in termini di potenziale di riscaldamento globale. 
Con il progetto SOMMIT intendiamo valutare le strategie gestionali adottate in Europa per identificare quelle più efficaci nello stoccaggio di carbonio, senza però indurre un aumento di gas ad effetto serra, o riducendo le emissioni. 
Per fare questo il progetto ha adottato un approccio partecipativo, includendo le necessità e le aspettative degli agricoltori nelle diverse fasi del progetto, per fornire linee guida di utilizzo pratico sull’impiego delle tecniche gestionali più efficaci nel ridurre l’impatto sul clima.

Link a sito EJP-SOIL: https://ejpsoil.eu/soil-research/ommit/  
A cura di Alessandra Lagomarsino (ricercatrice CREA-Agricoltura e Ambiente) Coordinatore e Responsabile CREA

Progetto “Stimulating Novel Technologies from Earth Remote Observation to Predict European Soil carbon  – STEROPES

Il progetto STEROPES propone l’uso di serie temporali satellitari, per testare il loro potenziale nella stima del contenuto di carbonio organico del suolo, in varie condizioni pedoclimatiche ed in diversi agroecosistemi in Europa. E’ incentrato sullo sviluppo, la calibrazione e validazione di modelli per la previsione del carbonio organico del suolo (SOC) da dati spettrali su scala regionale e locale. I modelli saranno basati principalmente sui dati Sentinel-2,  utilizzando in aggiunta anche  quelli satellitari ricostruiti e simulati (ad esempio EnMap, PRISMA). Saranno messi a punto, inoltre, a partire da spettri di laboratorio, modelli, le cui efficienza e accuratezza verranno confrontate con quelli derivati da dati satellitari. 
Un secondo asse del progetto sarà dedicato all’analisi, a livello sia regionale che spaziale di azienda agricola, dell’influenza di diversi potenziali fattori di disturbo o di influenza sulle prestazioni di previsione del SOC, quali: umidità e tessitura del suolo, i residui colturali in superficie e infine la salinità. Tali fattori di disturbo saranno caratterizzati, attraverso misure di campo,  indici spettrali o  mappe di umidità del suolo derivate da dati Sentinel-1.

Link a sito EJP-SOIL: https://ejpsoil.eu/soil-research/steropes/  
A cura di Pasquale Nino (ricercatore CREA-Politiche e Bioeconomia)  
Coordinatore e Responsabile CREA
Micaela Conterio. Ufficio stampa CREA

Giornalista pubblicista dalla comprovata professionalità sia come addetto stampa, con particolare riguardo ai social media (relations, strategy, event e content) e al web, sia come redattrice di articoli presso diverse redazioni di testate giornalistiche nazionali. Fotografa e scrittrice per passione.

#laFrase
Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi (Marcel Proust)

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